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L’intelligenza artificiale non deve essere una scorciatoia, ma un’opportunità
Non è un nemico, non è il male da combattere ma uno strumento utile, potentissimo che però non potrà mai sostituire l’emozioni di una voce vera
di Enrico Sarzanini
Da quando l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre redazioni, sento spesso la stessa frase: “Ormai fa tutto lei”. È falso. E per chi fa questo mestiere da 30 anni come me, è anche pericoloso crederci. Noi di Lighthouse Radio abbiamo scelto una linea chiara: è un’alleata dietro le quinte, ma che non starà mai dietro a un microfono al posto nostro.
In questi mesi l’Intelligenza Artificiale ha subito una prevedibile impennata, sono milioni le persone che ogni giorno, in tutto il mondo, chiedono aiuto a questa nuova grande opportunità. Personalmente non sono tra quelli che la vedono come un pericolo, ma come spesso accade in queste situazioni, serve giudizio: l’AI non deve essere una scorciatoia ma un’opportunità.
Un concetto che è diventato un principio base per noi di Lighthouse Radio: le fonti le cerchiamo noi, facciamo la rassegna stampa ancora leggendo i giornali, uno per uno. Le nostre produzioni audio sono tutte frutto dell’estro e della conoscenza di Mauro Mandolesi. L’AI ci aiuta solo dopo: a cercare un approfondimento, a verificare se e quando una notizia è uscita, a trascrivere una lunghissima intervista per farne un post, a trasformare in testo quello che abbiamo già creato noi.
L’intelligenza artificiale non è un nemico, non è il male da combattere. È uno strumento utile, potentissimo, che va utilizzato nella giusta maniera. Dietro le quinte, per aiutarci, per ottimizzare i tempi perché l’emozione di una voce in diretta, di una pausa inaspettata, di un’incertezza, di un rumore di fogli, l’IA non la potrà mai sostituire.


















