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Venezia 2026 cala il sipario: vince “La perfetta sconosciuta”, ma l’Italia resta a mani vuote. Il bilancio di Flavio Natalia
13 Settembre 2026

Venezia 2026 cala il sipario: vince “La perfetta sconosciuta”, ma l’Italia resta a mani vuote. Il bilancio di Flavio Natalia

Da “Wild Horse Nine” ai titoli d’autore nostrani tagliati fuori dal palmarès: l’analisi a caldo del direttore di SalaGrande.it sui verdetti della Mostra del Cinema, tra entusiasmi internazionali, polemiche e rimpianti azzurri.

Si chiudono i battenti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ed è tempo di bilanci per una delle edizioni qualitativamente più dense e ricche degli ultimi anni. Ai microfoni del nostro programma, nello speciale appuntamento con “Sala Grande”, è intervenuto Flavio Natalia, direttore di SalaGransalagrande.it, per analizzare l’esito dei premi e fare il punto sullo stato di salute della nostra cinematografia.

Un’edizione di altissimo livello e il verdetto del Leone d’Oro

«Sono stati quindici giorni di grandi pellicole, con una media qualitativa forse anche superiore al consueto», ha esordito Natalia. Un livello che ha reso inevitabilmente complesso il compito della giuria guidata da Maggie Gyllenhaal.

A conquistare il prestigioso Leone d’Oro è stato La perfetta sconosciuta, unica opera firmata da una regista donna tra le venti in concorso, che ha fatto doppietta aggiudicandosi anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Una vittoria meritata che porta con sé anche un valore simbolico all’interno del dibattito sul ruolo delle registe nell’industria cinematografica odierna.

Tuttavia, secondo Natalia, non sono mancate le scelte discutibili: pellicole di impatto straordinario come l’americano Wild Horse Nine (sull’operato della CIA durante il golpe di Pinochet) si sono dovute accontentare della sola Coppa Volpi maschile a John Malkovich, mentre l’atteso Gran Premio della Giuria ha premiato Possible Love. Riconoscimento speciale anche per Nazha, il coraggioso lavoro d’inchiesta firmato dalla coppia di giornalisti israeliani già autori di No Mans Land.

Concorso principale: la doccia fredda per l’Italia

La nota dolente riguarda il palmarès del concorso ufficiale per i film italiani: zero premi. Nonostante la qualità e la varietà delle proposte — dal thriller psicologico L’estranea di Paolo Strippoli all’intenso Ritorno a Buenos Aires di Bekis con un monumentale Adriano Giannini, fino alle prove d’autore di Nanni Moretti, di Andrea Pallaoro (Echo Chamber) e al lavoro di Edoardo De Angelis (Il fuoco che ti porti dentro) impreziosito dalle interpretazioni di Vanessa Scalera e Jasmine Trinca —, la giuria non ha riservato alcun alloro ai nostri titoli.

«C’è molta polemica oggi», sottolinea Natalia. «È vero che i festival muovono budget milionari e poi i verdetti finiscono nelle mani di giurie ristrette e a volte poco equilibrate nel bilanciare l’offerta complessiva, ma il nostro cinema ha mostrato una vitalità evidente. Qualcosa all’Italia andava riconosciuto». Fuori concorso, d’altronde, spiccava anche la commedia amara Dio ride di Giovanni Veronesi, con la coppia Favino-Orlando, a dimostrazione di una stagione produttiva generosa.

Il riscatto in “Orizzonti” con Scamarcio e le produzioni transalpine

A salvare l’onore tricolore al Lido ci ha pensato la sezione Orizzonti. Il film I figli della scimmia, prodotto da Riccardo Scamarcio, ha portato a casa due pesanti riconoscimenti: la Migliore Sceneggiatura e il premio come Miglior Attore andato allo stesso Scamarcio (in una giuria dove sedeva anche una nostra fuoriclasse come Barbara Ronchi). Spazio anche alla presenza italiana all’interno di Un altro mondo di Stéphane Brizé (Miglior Sceneggiatura), impreziosito dall’interpretazione di Alba Rohrwacher al fianco di Vincent Lindon.

Ora la parola passa alle sale

Chiuso il capitolo della critica veneziana, la vera sfida si sposta ora sul mercato. «Vale sempre la regola che far uscire i film italiani prima di ottobre è un azzardo al botteghino», ha concluso Flavio Natalia, invitando comunque il pubblico a tornare in massa al cinema per sostenere una cinematografia che, al di là dei verdetti lagunari, si è dimostrata viva, varia e coraggiosa.

Tutti gli approfondimenti, le videointerviste e le cronache complete da Venezia sono disponibili su www.salagrande.it e sul nostro Canale Youtube.

Lighthouse Communications – P.IVA 16342651003
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